Mercoledì 8 Settembre 2010
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ultimo aggiornamento
08.09.2010

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80528

 

ITER FORMATIVO

Come ci si prepara al volontariato internazionale in RTM?

1. Chi sei? Chi siamo?
Un primo incontro (normalmente un colloquio con il resp. volontari di RTM) di reciproca conoscenza: per dirti chi siamo, quali orientamenti ispirano la nostra azione; e per conoscerti, per incominciare a capire chi sei e che cosa ti spinge verso un' esperienza di volontariato internazionale.

2. Che cos'è il volontariato internazionale?
A questa domanda risponde un corso per aspiranti volontari che è stato approntato da RTM insieme con le altre realtà missionarie diocesane (Centro Missionario, Caritas, Case della Carità).Il corso si snoda in 5 week end, da venerdì pomeriggio a Domenica pomeriggio, che si ripetono 2 volte all’anno. A questi incontri, che comprendono testimonianze, dialogo, preghiera, relazioni di esperti, ecc.,chiediamo la partecipazione di tutti i candidati volontari, perché possano capire sempre meglio la realtà del volontariato internazionale, come è proposto da RTM.

3. Siamo fatti per camminare insieme?
Non tutte le forme di volontariato internazionale sono uguali; e non tutti siamo adatti a tutto. Momento fondamentale per la reciproca conoscenza tra il candidato volontario e RTM è un periodo di permanenza presso una comunità legata alle scelte e orientamenti di RTM e al progetto missionario della nostra diocesi. In questo periodo, la cui durata può variare da 20 giorni a due mesi, è chiesto al volontario di inserirsi nella vita quotidiana della comunità, accettandone stile, proposte, caratteristiche, lasciandosi «mettere in gioco», perché ci si possa conoscere più a fondo, per vedere se «siamo fatti l'uno per l'altro». Se il candidato è valutato per il Kosovo, qualche giorno di conoscenza sarà effettuato a Carpi presso la Caritas, il cui parere è determinante per una eventuale servizio di volontariato. Si fa anche una “valutazione tecnica” tramite un colloquio con il resp. uff. progetti o resp. di progetti di RTM. Al termine di questo periodo, se il candidato volontario ritiene di continuare nel cammino intrapreso, se il parere della commissione diocesana di formazione è favorevole, RTM decide se inserirlo o no nei propri progetti.

4. Ma che cosa vai a fare?
Incomincia a questo punto la preparazione specifica del volontario al progetto. Questo periodo (durata: da 20gg. a 3 mesi circa) comporta la conoscenza di RTM, della sua struttura, delle persone che vi operano, dei rapporti che ha con altre realtà, lo studio delle lingue, lo studio del progetto in cui il volontario sarà inserito e della realtà dei Paesi in via di sviluppo; preparazione tecnico-professionale, ecc.
Nel momento in cui si intraprende quest'ultima tappa. tanto il volontario che RTM si impegnano a proseguire fino in fondo la formazione e il successivo periodo di volontariato. Solo per ragioni serie, il cammino intrapreso potrà essere interrotto tanto da parte del volontario che da parte di RTM.

5. Chi sono i formatori?
Durante l’orientamento e la conoscenza l’aspirante volontario viene seguito dalla Commissione diocesana di formazione, formata dai rappresentanti del Centro Missionario, Reggio Terzo Mondo, Caritas e Case della Carità, in particolar modo dal responsabile della Commissione D.Emanuele Benatti, il quale resterà referente autorevole anche durante il servizio e cercherà di non perdere i contatti neppure dopo il rientro definitivo.
All'interno di RTM, un'apposita «commissione formazione» ha il compito di seguire tutto il cammino di preparazione dei volontari. In base alle diverse esigenze, i responsabili della formazione preparano gli itinerari formativi, nei quali sono poi coinvolte persone competenti nei vari ambiti. All'interno della commissione formazione, il responsabile dell’Ufficio Volontari ha il compito di favorire l'unità di tutto il cammino della persona e di mantenere con lui un dialogo e un confronto più personale.


PERCORSO FORMATIVO VOLONTARI RTM


Si intende il percorso di formazione dei volontari una volta verificata la loro attitudine ad un servizio di volontariato internazionale e approvata la loro partenza dal consiglio di RTM.

l) Progettualità (preparazione sulla gestione di un progetto in generale)
2) Preparazione sul proprio progetto
3) Lingua e Stages specifici
4) Formazione umana e spirituale
5) Partenza del volontario e formazione in loco
6) Accompagnamento e seguito dei volontari in loco
7) Rientro dei volontari in Italia

L'ordine non è né per importanza, né temporale ma verrà organizzato a seconda delle esigenze di RTM e del volontario. Tale percorso viene organizzato dalla commissione formazione in collaborazione con il resp. Progetti e l’ufficio.

1) Progettualità

Per progettualità si intende la capacità di gestire un progetto. Nel nostro caso i volontari devono apprendere, chi non le ha già, le norme basilari per la buona gestione di un progetto di sviluppo o emergenza alimentare. In particolare si intende dare alcuni fondamenti sulla modalità progettuale di lavoro nelle fasi del progetto: Gestione contabile del progetto, valutazione monitoraggio, gestione personale, identificazione e innovazione del progetto sul territorio, rapporti dei volontari con le controparti e la sede in Italia, etc. In ogni caso il personale dell'ufficio e l’ufficio progetti restano a disposizione.

2) Preparazione sul proprio progetto

La preparazione sul proprio progetto consiste innanzi tutto nello studiare il progetto, nel tenersi in contatto per ogni problema : con il capo-progetto e con l'ufficio, in alcuni incontri informali e formali, spiegati meglio sotto. Il percorso formativo del singolo volontario viene programmato dal resp. uff.volontari. e dal responsabile progetto.
Gli incontri del volontario concerneranno
a) Presentazione del progetto.
b) Stato di avanzamento del progetto.
c) Storia del progetto.
d) Ruolo del volontario nel progetto.
e) RTM in Madagascar e in Italia (per volontari in Madagascar).
e) RTM e Caritas Emilia Romagna in Kosovo e in Italia (per volontari in Kosovo)
f) Missioni diocesane in Madagascar.

3) Lingua e Stages specifici
Il volontario parteciperà a tutti quei corsi, sia all'esterno che all’interno di RTM, necessari per la sua preparazione: corso di francese e malgascio, inglese e albanese, CUM Verona, corsi di specializzazione specifici, corsi residenziali.

4) Formazione umana e spirituale
Continua lo sforzo di conoscenza reciproca e di formazione. Tale formazione, in particolare alla vita comunitaria e spirituale, verrà svolta in parte nella comunità presso cui il volontario risiederà durante il periodo di formazione e in parte mediante incontri con volontari rientrati e altri, allo scopo di formare il volontario a quel comportamento e a quello stile di vita auspicato dall'Organismo.
Per tale motivo è importante che il volontario abbia tempo da riservare alla comunità che lo ospita (sia essa una famiglia o una Casa della Carità), dedicando ad essa alcune mezze giornate anche durante la settimana.
L’organizzazione di detti incontri e di competenza della commissione formazione. Al volontario in preparazione è richiesta la disponibilità a tempo pieno.

5) Partenza del volontario e formazione in loco
-La data di partenza del volontario viene decisa dal Resp. Volontari. in accordo con il responsabile del progetto, dove opererà il volontario, ed il responsabile del progetto coordinamento.
-La Commissione Formativa si premura di scrivere una "lettera di presentazione" del volontario da inviare al Responsabile RTM in Madagascar.
-Il resp. del progetto si premura di scrivere una "lettera di presentazione" alla Controparte.
-Viene programmata la formazione in loco (riguardante in genere il primo mese di permanenza del volontario) in accordo col resp. volontari in loco.

6) Accompagnamento e seguito dei volontari in loco
Il Responsabile ufficio volontari si terrà in contatto con i volontari in azione soprattutto riguardo il loro inserimento, la vita comunitaria e altri aspetti non legati al progetto, di cui si occupa l’ufficio progetti. Il resp. uff. Volontari andrà di tanto in tanto in missione nei paesi dove operano i volontari per seguirli, capire direttamente eventuali problemi e tenere in contatto i volontari con l’organismo. Per i volontari in Kosovo si pensa che sia importante fare 2 o 3 missioni all’anno; per il Madagascar una all’anno.