ITER FORMATIVO
Come ci si prepara al volontariato internazionale
in RTM?
1. Chi sei? Chi siamo?
Un primo incontro (normalmente un colloquio con il resp. volontari
di RTM) di reciproca conoscenza: per dirti chi siamo, quali orientamenti
ispirano la nostra azione; e per conoscerti, per incominciare a
capire chi sei e che cosa ti spinge verso un' esperienza di volontariato
internazionale.
2. Che cos'è il volontariato
internazionale?
A questa domanda risponde un corso per aspiranti volontari che è stato
approntato da RTM insieme con le altre realtà missionarie
diocesane (Centro Missionario, Caritas, Case della Carità).Il
corso si snoda in 5 week end, da venerdì pomeriggio a Domenica
pomeriggio, che si ripetono 2 volte all’anno. A questi incontri,
che comprendono testimonianze, dialogo, preghiera, relazioni di esperti,
ecc.,chiediamo la partecipazione di tutti i candidati volontari,
perché possano capire sempre meglio la realtà del volontariato
internazionale, come è proposto da RTM.
3. Siamo fatti per camminare insieme?
Non tutte le forme di volontariato internazionale sono uguali;
e non tutti siamo adatti a tutto. Momento fondamentale per la reciproca
conoscenza tra il candidato volontario e RTM è un periodo
di permanenza presso una comunità legata alle scelte e orientamenti
di RTM e al progetto missionario della nostra diocesi. In questo
periodo, la cui durata può variare da 20 giorni a due mesi, è chiesto
al volontario di inserirsi nella vita quotidiana della comunità,
accettandone stile, proposte, caratteristiche, lasciandosi «mettere
in gioco», perché ci si possa conoscere più a
fondo, per vedere se «siamo fatti l'uno per l'altro».
Se il candidato è valutato per il Kosovo, qualche giorno di
conoscenza sarà effettuato a Carpi presso la Caritas, il cui
parere è determinante per una eventuale servizio di volontariato.
Si fa anche una “valutazione tecnica” tramite un colloquio
con il resp. uff. progetti o resp. di progetti di RTM. Al termine
di questo periodo, se il candidato volontario ritiene di continuare
nel cammino intrapreso, se il parere della commissione diocesana
di formazione è favorevole, RTM decide se inserirlo o no
nei propri progetti.
4. Ma che cosa vai a fare?
Incomincia a questo punto la preparazione specifica del volontario
al progetto. Questo periodo (durata: da 20gg. a 3 mesi circa) comporta
la conoscenza di RTM, della sua struttura, delle persone che vi
operano, dei rapporti che ha con altre realtà, lo studio delle lingue,
lo studio del progetto in cui il volontario sarà inserito
e della realtà dei Paesi in via di sviluppo; preparazione
tecnico-professionale, ecc.
Nel momento in cui si intraprende quest'ultima tappa. tanto il
volontario che RTM si impegnano a proseguire fino in fondo la formazione
e il
successivo periodo di volontariato. Solo per ragioni serie, il
cammino intrapreso potrà essere interrotto tanto da parte
del volontario che da parte di RTM.
5. Chi sono i formatori?
Durante l’orientamento e la conoscenza l’aspirante volontario
viene seguito dalla Commissione diocesana di formazione, formata
dai rappresentanti del Centro Missionario, Reggio Terzo Mondo, Caritas
e Case della Carità, in particolar modo dal responsabile della
Commissione D.Emanuele Benatti, il quale resterà referente
autorevole anche durante il servizio e cercherà di non perdere
i contatti neppure dopo il rientro definitivo.
All'interno di RTM, un'apposita «commissione formazione» ha
il compito di seguire tutto il cammino di preparazione dei volontari.
In base alle diverse esigenze, i responsabili della formazione preparano
gli itinerari formativi, nei quali sono poi coinvolte persone competenti
nei vari ambiti. All'interno della commissione formazione, il responsabile
dell’Ufficio Volontari ha il compito di favorire l'unità di
tutto il cammino della persona e di mantenere con lui un dialogo
e un confronto più personale.
PERCORSO FORMATIVO VOLONTARI RTM
Si intende il percorso di formazione dei volontari una volta
verificata la loro attitudine ad un servizio di volontariato internazionale
e approvata la loro partenza dal consiglio di RTM.
l) Progettualità (preparazione
sulla gestione di un progetto in generale)
2) Preparazione sul proprio progetto
3) Lingua e Stages specifici
4) Formazione umana e spirituale
5) Partenza del volontario e formazione in loco
6) Accompagnamento e seguito dei volontari in loco
7) Rientro dei volontari in Italia
L'ordine non è né per importanza, né temporale
ma verrà organizzato a seconda delle esigenze di RTM e del
volontario. Tale percorso viene organizzato dalla commissione formazione
in collaborazione con il resp. Progetti e l’ufficio.
1) Progettualità
Per progettualità si intende la capacità di gestire
un progetto. Nel nostro caso i volontari devono apprendere, chi non
le ha già, le norme basilari per la buona gestione di un progetto
di sviluppo o emergenza alimentare. In particolare si intende dare
alcuni fondamenti sulla modalità progettuale di lavoro nelle
fasi del progetto: Gestione contabile del progetto, valutazione monitoraggio,
gestione personale, identificazione e innovazione del progetto sul
territorio, rapporti dei volontari con le controparti e la sede in
Italia, etc. In ogni caso il personale dell'ufficio e l’ufficio
progetti restano a disposizione.
2) Preparazione sul proprio progetto
La preparazione sul proprio progetto consiste innanzi tutto nello
studiare il progetto, nel tenersi in contatto per ogni problema :
con il capo-progetto e con l'ufficio, in alcuni incontri informali
e formali, spiegati meglio sotto. Il percorso formativo del singolo
volontario viene programmato dal resp. uff.volontari. e dal responsabile
progetto.
Gli incontri del volontario concerneranno
a) Presentazione del progetto.
b) Stato di avanzamento del progetto.
c) Storia del progetto.
d) Ruolo del volontario nel progetto.
e) RTM in Madagascar e in Italia (per volontari in Madagascar).
e) RTM e Caritas Emilia Romagna in Kosovo e in Italia (per volontari
in Kosovo)
f) Missioni diocesane in Madagascar.
3) Lingua e Stages specifici
Il volontario parteciperà a tutti quei corsi, sia all'esterno
che all’interno di RTM, necessari per la sua preparazione:
corso di francese e malgascio, inglese e albanese, CUM Verona, corsi
di specializzazione specifici, corsi residenziali.
4) Formazione umana e spirituale
Continua lo sforzo di conoscenza reciproca e di formazione. Tale
formazione, in particolare alla vita comunitaria e spirituale, verrà svolta
in parte nella comunità presso cui il volontario risiederà durante
il periodo di formazione e in parte mediante incontri con volontari
rientrati e altri, allo scopo di formare il volontario a quel comportamento
e a quello stile di vita auspicato dall'Organismo.
Per tale motivo è importante che il volontario abbia tempo
da riservare alla comunità che lo ospita (sia essa una famiglia
o una Casa della Carità), dedicando ad essa alcune mezze giornate
anche durante la settimana.
L’organizzazione di detti incontri e di competenza della commissione
formazione. Al volontario in preparazione è richiesta la disponibilità a
tempo pieno.
5) Partenza del volontario e formazione in loco
-La data di partenza del volontario viene decisa dal Resp. Volontari.
in accordo con il responsabile del progetto, dove opererà il
volontario, ed il responsabile del progetto coordinamento.
-La Commissione Formativa si premura di scrivere una "lettera
di presentazione" del
volontario da inviare al Responsabile RTM in Madagascar.
-Il resp. del progetto si premura di scrivere una "lettera di
presentazione" alla Controparte.
-Viene programmata la formazione in loco (riguardante in genere il
primo mese di permanenza del volontario) in accordo col resp. volontari
in loco.
6) Accompagnamento e seguito dei volontari in loco
Il Responsabile ufficio volontari si terrà in contatto con
i volontari in azione soprattutto riguardo il loro inserimento, la
vita comunitaria e altri aspetti non legati al progetto, di cui si
occupa l’ufficio progetti. Il resp. uff. Volontari andrà di
tanto in tanto in missione nei paesi dove operano i volontari per
seguirli, capire direttamente eventuali problemi e tenere in contatto
i volontari con l’organismo. Per i volontari in Kosovo si pensa
che sia importante fare 2 o 3 missioni all’anno; per il Madagascar
una all’anno.